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Dorothy Nelson è
una storia realista che tratta dell’immaginario. Mette in
scena delle situazioni a volte burlesche. Elio, il protagonista,
è un giovane benzinaio che vive da solo con la madre in un
paese sardo.
E’ cresciuto nel mito di un film “Dorothy”, girato
40 anni prima nel suo villaggio. E’ stato suo padre, defunto,
a trasmettergli la passione per “Dorothy”, la lolita
del film, simbolo di un estate felice che Elio non ha mai conosciuto.
La sceneggiatura vuole opporre alla visione idealizzata del protagonista,
la sua vita difficile di benzinaio. L’alternanza tra il bianco
e nero “glamour” del film degli anni sessanta e la realtà
odierna, condizionerà le scelte di fotografia e di scenografia.
Lo spirito gioioso di 40 anni fa verrà accentuato dalla musica
anni 60, dalla sovra esposizione delle immagini mentre il contesto
di oggi, richiede dei colori freddi, in sintonia con la solitudine
dei personaggi. Le scene conflittuali giustificano, credo, una regia
nervosa, spesso con la macchina a spalla, vicina agli attori.
Dorothy Nelson prevede un casting internazionale
che potrebbe dare luogo ad una co-produzione con la Francia e il
Belgio.
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